Sono il fenomeno da polso del momento: ecco Smartwatch, gli orologi intelligenti, quelli “digitali 2.0” che si collegano via Bluetooth allo smartphone per diventare una loro (più o meno) naturale estensione. Forse non diventeranno la Next Big Thing dell’elettronica di consumo, visto che non hanno dimostrato finora di aver una utilità di quelle “mia più senza”, ma sono comunque simpatici gadget che svolgono tutta una serie di funzioni: dalla notifica delle chiamate, dei messaggi (anche su chat e social network) alla gestione del player audio fino, soprattutto alle app dedicate al fitness e alla salute.

Ed è proprio qui che questi dispositivi si confondono con altri: con i device indossibili dedicati al fitness e con gli Sport watch di nuova generazione che superano il vecchio paradigma dei cardiofrequenzimetri con la banda da applicare al torace. Si tratta dunque di un’ampia tipologia di oggetti da polso che rientrano sotto la macrofamiglia dei wereable device che da una parte segnano l’ingresso di nuovi attori nel mondo dell’orologeria in senso ampio e dall’altra rappresentano uno stimolo competitivo per i produttori di orologii digitali e sportiveggianti tipo Casio Edifice e alcuni modelli Seiko e Citizen.

Partiamo dagli smartwatch veri e propri, quelli che vivono in sintonia con lo smartphone e che sono quelli al momento maggiormente sotto i riflettori, anche perché a breve nel mercato enterà Apple portando inevitabilmente una carica rivoluzionaria. Capostipiti del settore sono stati il Sony Smartwatch (ora alla seconda generazione), il Pebble (con display e-ink) e il Samsung Galaxy Gear, un device immesso forse prematuramente sul mercato con problemi che spaziavano dal peso alla durata della batteria fino alla compatibilità solo con due smatrphone della casa coreana (prima solo con il Note 3 e poi con l’S4). Ora a pochi mesi dal lancio il Chaebol ci riprova e raddoppia con il Gear 2 e Gear 2 Neo. Il primo, con cassa più sofisticata a livello di materiali, monta anche la fotocamera il secondo ne è privo e probabilmente in pochi ne sentiranno la mancanza. Entrambi hanno un pulsante “home” e questa è una bella idea visto che con il primo Gear ci si perdeva in po’ tra le schermate. Sparisce la denominazione Galaxy e il sistema operativo è Tizen. E ci sono tanti colori disponibili. Inoltre in due nuovi orologi intelligenti integrano un trasmettitore IrDa a raggi infrarossi per trasformare lo smartwatch in un telecomando del televisore. Resta il problema della compatibilità con pochi dispositivi, tutti Samsung (mentre il Sony è gestibile da smartphone di marche diverse). Sempre della famiglia Gear è il modello Fit, un po’ smartwatch un po’ bracciale con activity tracker per il fitness che punta a offrire più funzioni rispetto a prodotto il noto Jawbone UP e come il Gear ha anche un sensore per il battito cardiaco. E nella partita entra anche LG con il LifebandTouch che anche’esso vive in simbiosi con lo smartphone. a metà strada tra l’orologio digitale e lo smartwatch troviamo il Casio GB-6900B (e GB-X6900B, con cassa XL)) che grazie alla conessione bluetooth offre notifiche e controllo della riproduzione musicali. Non ha le app ma ha (quasi) tutto quello che serve.

Un capitolo importante del settore elettronica applicata all’orologio riguarda i training computer da polso e i braccialetti con activity tracker. I primi, gli sport watch, sempre più avanzati, sono un concentrato di alta tecnologia racchiuso in pochi centimetri. Permettono di monitorare le attività sportive, le funzioni vitali e i percorsi effettuati attraverso Cardio frequenzimetri con Gps e altimetri integrati. Usati nella corsa, ma anche negli sport multidisciplina come il triathlon, permettono nei modelli più avanzati anche di monitorare il battito del cuore anche in acqua. ll Polar V800, ad esempio, nato per il triathlon, si può usare per tanti sport: sono una cinquantina i profili scaricabili dal computer e più di venti quelli già memorizzati sul dispositivo. Oltre alle funzioni già accennati, è anche un activity tracker, contiene in sé anche tutte le caratteristiche dei bracciali da polso. Più in particolare, oltre al monitoraggio in allenamento o in gara dello sport che si sta facendo in quel momento, il V800 continua a lavorare anche quando si preme il tasto Stop. Alla fine di ogni allenamento il display visualizza subito il grado di affaticamento dell’atleta e indica il tempo necessario per recuperare.

Nel momento in cui si esce dalla modalità allenamento, continuandolo a indossare anche durante il giorno l’orologio rileva attimo dopo attimo ogni movimento effettuato e questo gli permette di perfezionare ancora di più il feedback sullo stato di recupero. Garmin propone il Forerunner 910XT uno sport watch Gps che tiene traccia delle statistiche di ogni attività di nuoto, bici e corsa. Progettato per il nuoto in piscina e in acque libere, il Forerunner 910XT è impermeabile fino a 50 metri. È il primo orologio multi-sport di Garmin a offrire misurazioni per il nuoto avanzate tipo: distanza nuotata, identificazione dello stile, conteggio delle bracciate in base alla lunghezza della piscina. Nel mercato degli sport watch è entrata anche TomTom con il suo Runner Cardio, orologio Gps sportivo con cardio integrato, dedicato non solo alla corsa ma anche al nuoto e al ciclismo. Questo dispositivo consente di eliminare la fascia sul torace per misurare il battito cardiaco durante lo sport, grazie a un sensore ottico che a contatto con la pelle e insieme a un indicatore luminoso monitora le variazioni di volume nel flusso del sangue.

Fonte: ilsole24ore.com